Articolo - IL TESORO DEL TUBANTIA - - Domenico Vecchioni
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 Maggio 1922, Mare del Nord, al largo di Ostenda. Due rimorchiatori d’alto mare, il Berny-en-Sancerre e il Tempête,hanno gettato lÊancora. A bordo due uomini appaiono tesi, febbrili, tormentati dai dubbi sul buon esito della loro non facile missione. Sono in effetti alla ricerca del relitto del transatlantico olandese Tubantia. Se le informazioni di cui sono in possesso sono esatte, il relitto dovrebbe trovarsi proprio sotto di loro. Il palombaro che sta lentamente scendendo verso il suolo sottomarino, a quaranta metri di profondità, dovrà accertare se i loro calcoli e studi erano giusti o fasulli.Se si riveleranno fasulli, i due uomini avranno perduto lÊingente investimento che è stato necessario per organizzare la missione. Ma se saranno esatti, come ardentemente sperano, il palombaro dovrà anche verificare, se il Tubantia, affondato in quelle acque da un sottomarino tedesco nella notte tra il 15 e 16 marzo 1916, racchiuda nelle sue stive il tesoro di cui da tempo si favoleggia: due quintali e mezzo di lingotti d’oro. Oro che apparteneva alla Germania e in parte allo stesso Kaiser Guglielmo II. Circostanza questa che infittisce ulteriormente il mistero del siluramento del Tubantia. Perché, se trasportava oro tedesco, la nave era stata affondata da un <<U-Boot>>?

IL TESORO DEL TUBANTIA


Giornale/Rivista: Rivista Marittima
Uscita: 01/03/2014

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