Articolo - Il naufragio della Medusa - - Domenico Vecchioni
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Quando al museo del Louvre ci si ritrova davanti al gigantesco quadro di Géricault (4,91 m su 7,16 m), Le Radeau de la Méduse, si rimane impressionati e stupefatti dal drammatico realismo che sprigiona la tela, dall’emozione che provoca l’intensa ispirazione dell’autore. Una quindicina d’uomini ridotti all’estremo, su qualche asse di legno che ancora galleggia, su tavole già immerse nell’acqua. Si intuisce che da tempo sulla zattera non ci sono più viveri né acqua. I cadaveri mischiati ai sopravvissuti suscitano il peggiore dei sospetti: per rimanere in vita i superstiti hanno dovuto nutrirsi della carne dei morti! Si intravede però all’orizzonte un filo di speranza, forse di salvezza. È stata avvistata una vela, salutata dai pochi che riescono ancora a stare in piedi.

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Il naufragio della Medusa


Giornale/Rivista: Rivista Marittima
Uscita: 01/01/2014

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